Determinazione del Tempo o Temperatura di Induzione all’Ossidazione: OIT e OOT

Influenze esterne come le radiazioni UV (luce), la temperatura, l’ossigeno atmosferico, le componenti atmosferiche (impurità) o intorni chimici e biologici, possono causare un invecchiamento prematuro dei materiali organici, che a sua volta può condizionarne fortemente le proprietà fisiche o può comportare difetti nei prodotti ottenuti a partire da essi.

La causa più comune di invecchiamento chimico (degradazione chimica) è l’ossidazione, e pertanto la stabilità ossidativa è un importante criterio da valutare nell’applicazione di olii, grassi, lubrificanti, carburanti e materie plastiche. La stabilità ossidativa è determinata valutando la Temperatura o Tempo di Induzione all’Ossidazione (Oxidation Induction Time/Temperature, OIT) mediante calorimetria differenziale a scansione (DSC) seguendo una procedura standard.

In pratica, si usano due metodi differenti, detti OIT dinamico e isotermo. Nel metodo dinamico, il campione è riscaldato a una velocità definita sotto atmosfera ossidante fino a inizio della reazione. La Temperatura di Induzione all’Ossidazione, OIT (detta anche Temperatura di Onset Ossidativo, OOT) è la temperatura di onset dell’effetto esotermico DSC che viene registrato. Nella modalità isoterma (test IOT) i materiali vengono prima riscaldati in atmosfera inerte, quindi tenuti a temperatura costante per qualche minuto, in modo da stabilire un equilibrio, e infine sottoposti ad atmosfera di ossigeno o aria.

Il tempo che intercorre tra il primo contatto con l’ossigeno e l’inizio dell’ossidazione è detto Tempo di Induzione all’Ossidazione, OIT.

La procedura di preparazione dei campioni, di implementazione e di valutazione dei risultati è riportata in dettaglio in alcuni standard nazionali e internazionali quali, ASTM D3895 (polietilene), DIN EN 728 (tubature plastiche) o ISO 11357-6 (materie plastiche). In generale, si usano crogioli aperti o crogioli con coperchio forato più volte. Per poliolefine come PE o PP, un valore OIT alto indica che il polimero ha una migliore stabilità ossidativa e quindi un tempo di vita più lungo.

 

Potrebbe essere anche interessato a:

DSC 204 F1 Phoenix®

Con questo DSC (Calorimetro Differenziale a Scansione) all’avanguardia si possono ottenere elevatissime sensibilità e risoluzione. Inoltre si possono avere come accessori un autocampionatore (ASC), temperatura modulata (TM-DSC), ottimizzazione della line di base (BeFlat®), correzione delle resistenza termica e della costante di tempo (DSC-correction) accoppiamento a QMS e FTIR, estensione UV per foto-calorimetria.

DSC 204 HP Phoenix® – Calorimetro Differenziale a Scansione

Le misure DSC con pressioni di gas selezionabili permettono ulteriori possibilità per lo studio di reaioni chimiche, processi di vaporizzazione (ASTM E1782), adsorbimento e desorbimento, e studi di invecchiamento (ASTM E1858, ASTM D6186, ASTM E2009, ASTM D5483). Il DSC 204 HP Phoenix® (Calorimetro Differenziale a Scansione) è configurato per dette applicazioni.

DSC 3500 Sirius

Il nuovo DSC 3500 Sirius è uno strumento compatto, robusto e facile da usare. Con la sua elevate sensibilità di misura è la soluzione ideale per il controllo qualità e l’analisi di difetti in diverse realtà produttive, quali l’alimentare,  il cosmetico, l’industria dei polimeri e dei tessuti tecnici, l’industria chimica sia organica che inorganica.

DSC 214 Polyma – Calorimetro Differenziale a Scansione

Il DSC 214 Polyma è una soluzione potente, in termini sia hardware che software, per le esigenze analitiche quotidiane. Di facile uso, garantisce allo stesso tempo un’assoluta affidabilità, proponendosi come il DSC innovativo e ideale per la ricerca e sviluppo, per il controllo qualità e per le analisi di difetti dei materiali polimerici.